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  • “Che ci faccio qui” B. Chatwin

“Una raccolta, iniziata dallo stesso Chatwin a pochi mesi dalla morte, di alcuni brani dispersi della sua opera, che valgono come altrettante tappe di una sola avventura, di tutta una vita intesa come “un viaggio da fare a piedi”. Al seguito di Indira Gandhi o in visita da Ernst Jünger, alla ricerca dello yeti o nei quartieri poveri di Marsiglia, a cena con Diana Vreeland o con Werner Herzog nel Ghana o con un geomante cinese a Hong Kong: Chatwin è sempre in viaggio e osserva ogni esperienza con lo sguardo penetrante di chi, a partire da qualsiasi cosa, vuole andare più lontano possibile.”

“Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l’amico di gioventù assassinato dalla malavita. Ma anche lui resta ucciso e toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di fare giustizia. Tutti e tre – Ugo, Manu e Montale – sono cresciuti nei vicoli poveri del porto di Marsiglia. Assieme hanno fatto i primi furtarelli, poi qualche rapina, ma hanno anche condiviso i sogni di paesi esotici, i primi dischi e i primi libri, le nuotate in mare, le ubriacature. E soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi le strade si sono separate: Manu si è perso in giochi criminali troppo grandi, Ugo è partito, Montale è diventato uno strano poliziotto, più educatore di strada nei quartieri che sbirro.”

“Nel febbraio 1984 Tiziano Terzani fu arrestato a Pechino, perquisito, interrogato ed, infine, espulso dal Paese. Per quattro anni vi aveva vissuto con la famiglia, cercando di sentirsi “cinese”: aveva mandato i suoi figli alla scuola locale, aveva raggiunto luoghi sconosciuti al turismo, aveva visto una Cina diversa da quella che appariva in superficie. Ricco di notizie e dati, di considerazioni ed impressioni, questo libro è al tempo stesso un reportage, un diario di viaggio, un saggio di sinologia contemporanea e l’appassionante romanzo di un’avventura umana.”

  • “Beatriz e i corpi celesti” – Lucia Etxebarrìa

Beatriz ha poco più di vent’anni quando decide di lasciare Madrid per trasferirsi a Edimburgo e ricominciare tutto daccapo. Trovare nuove motivazioni, nuovi affetti, ma soprattutto qualcosa che la liberi da un passato troppo doloroso, segnato dal ricordo di Monica, amante appassionata e complice di sfide, di sesso, di droga e di avventure. Vicino a Beatriz ci sono Cat, la donna gatto, e Ralph, il nobile sfortunato, entrambi suoi amanti, entrambi drogati, entrambi amori impossibili perché schiacciati dall’eterno confronto con Monica. Tanto assillante che alla fine Beatriz tornerà a Madrid, per rivedere la sua vecchia compagna, ora in fin di vita, per affrontare il rapporto irrisolto con i genitori, per decidere che senso dare al suo futuro.”

  • “Capire il potere” Noam Chomsky

“Capire il potere” raccoglie per la prima volta gli interventi fondamentali di Noam Chomsky, considerato tra i più importanti pensatori del nostro tempo, da trent’anni impegnato nella riflessione sul passato, il presente e il futuro della politica di potere. Gli argomenti trattati in questi interventi spaziano dalla politica estera statunitense alla crisi del welfare state con l’amministrazione Clinton, analizzano le connessioni tra la spinta imperialista verso l’esterno e le ripercussioni negative sulla società americana, toccano i temi dell’attivismo politico e del ruolo dei media. Affrontano questioni di politica internazionale, dalla crisi mediorientale all’emergere di nuove potenze, come l’India e la Cina”

  • “La globalizzazione e i suoi oppositori”- Stiglitz Joseph E.

“Il vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2001, consigliere di Bill Clinton durante il primo mandato, e vicepresidente della Banca Mondiale dal 1997 al 2000, affronta il tema della globalizzazione cercando di rispondere ad alcune domande: cosa s’intende per globalizzazione? quali sono i presupposti, quali gli effetti e quali i danni? chi sostiene la globalizzazione, chi la governa e chi la contesta?”

  • “Passione reporter” – Biacchessi Daniele

Queste pagine raccontano di un giornalismo “irregolare”, di uomini e donne che per un’informazione vera hanno dato la vita. Giornalisti per passione, non per mestiere. Come Raffaele Ciriello, medico ma soprattutto fotografo freelance. Un battitore libero, sempre alla ricerca di un accredito dai giornali per muoversi, e di colleghi con cui condividere spese altrimenti proibitive. I nomi ritornano. Gli scatti di Ciriello immortalano Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Maria Grazia Cutuli. Le loro storie spesso s’intrecciano. C’è Enzo Baldoni che di mestiere fa il pubblicitario, ma è soprattutto un uomo affamato di storie. C’è Antonio Russo, collaboratore di Radio Radicale, freelance ammazzato a Tbilisi, un delitto che ricorda da vicino quello della giornalista Anna Politkovskaja. Un giornalismo ormai in disuso: troppo spregiudicato. Anche per questo i fatti del mondo vanno perdendosi in un’informazione sempre più opaca.

  • “Niente asilo politico. Diplomazia, diritti umani e desaparecidos” – Calamai Enrico

Nel 1972 il giovane diplomatico Enrico Calamai viene inviato dal Ministero degli affari esteri in Argentina con la carica di viceconsole. La comunità italoargentina è forte, variegata e ben integrata. Nel 1974, poco dopo il golpe cileno, Calamai viene spedito a Santiago del Cile: l’ambasciata si è riempita di rifugiati di origine italiana (450 persone) che chiedono un asilo politico che il governo italiano non vuole concedere per non pestare i piedi all’esercito cileno e agli americani. Calamai, invece, aiuta i rifugiati: mette a punto una strategia che consente loro di scappare in Italia. Il periodo cileno è un’esperienza fondamentale per il giovane diplomatico.

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